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Anno 2 N. 1/1998
- editoriale
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- Sindone
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- Moneta unica
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- Informatica, telematica
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- Firma digitale
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- Unione Europea
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Anno 2 N. 2/1998
Anno 2 N. 3-4/1998
Anno 3 N. 1/1999
Anno 3 N. 2-3/1999
Anno 3 N. 4/1999
Anno 4 N. 1/2000
Anno 4 N. 2-3/2000
Anno 4 N. 4/2000
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Anno 5 n. 4/2001
Anno 6 n. 1-2/2002
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Anno 8 n. 1-2/2005
Anno 8 n. 3-4/2005


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via Corfù, 51 - Brescia
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Rivista Trimestrale -
Iscrizione Tribunale di
Brescia n° 24/1997
ISSN 1593-1994





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Rapporto Sindone

La Sindone è un lenzuolo di lino, tessuto a spina di pesce, che misura m. 4,37 in lunghezza e in media m. 1,11 in larghezza. Sul telo, di colore giallo ocra chiaro, sono visibili impronte che riproducono l’immagine frontale e dorsale di una figura umana (fig. 1); sono inoltre molto evidenti due righe nere parallele e numerosi triangoli simmetrici di tela bianca. Tali segni sono dovuti alle bruciature provocate da un incendio scoppiato nel 1532 nel Palazzo ducale dei Savoia a Chambéry dove la Sindone, a quell’epoca, era conservata e ai relativi rattoppi fatti dalle suore Clarisse per sostituire le parti di tessuto andate distrutte.

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La sfida tecnologica della moneta unica europea

Nel febbraio 1992, con la firma del trattato di Maastricht, gli Stati membri dell’Unione Europea, con la sola eccezione di Regno Unito e Danimarca, hanno deciso, tra le altre cose, di dotarsi di una moneta unica. Questa decisione politica di massima si è poi tradotta in un documento, approvato al Consiglio Europeo di Madrid del 15 e 16 dicembre 1995, che, oltre a stabilire il nome “euro” per la moneta unica, delinea lo scenario, le condizioni concrete e le tappe per la sua introduzione. L’obiettivo fondamentale è quello di ridurre al minimo gli squilibri tra le economie dei diversi paesi europei, squilibri che potrebbero indebolire l’euro.

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Documenti elettronici e firma digitale

Da tempo le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e le loro applicazioni sono all’attenzione degli amministratori. Non solo per innovare, migliorare, snellire l’organizzazione interna delle amministrazioni, ma anche per migliorare i flussi di comunicazione con le altre amministrazioni e con i privati. Da questo punto di vista, il 1997 può essere considerato per le amministrazioni italiane un anno di svolta, in virtù dell’approvazione delle due leggi largamente note come “leggi Bassanini” (L. n. 59 del 15 marzo 1997 e L. n. 127 del 15 maggio 1997). Oltre a varie disposizioni di riordino complessivo delle amministrazioni centrali e locali, in particolare, la legge 59/97, nel comma 2 dell’art. 15, legittima pienamente l’uso di strumenti informatici e telematici nella formazione, nell’archiviazione, nella sottoscrizione e nella trasmissione di atti e documenti non solo nell’ambito delle P.A., ma anche tra queste ed i privati e tra gli stessi privati.

I progetti di telematica dei G7

I membri del G7 e la Commissione europea hanno intrapreso la strada della collaborazione nella Società dell’Informazione, individuando e selezionando un certo numero di progetti di interesse internazionale, senza restringere il campo della collaborazione agli Stati membri del G7, ma prevedendo che a tali progetti possano aggregarsi anche Stati non membri del G7. Le aree di interesse selezionate hanno dato luogo a dei progetti concreti che sono tuttora in fase di raffinamento progettuale. Ci si aspetta che la collaborazione internazionale possa fornire i requisiti globali per la Società dell’Informazione e che si possa dimostrare come le realizzazioni dei progetti possano apportare un miglioramento della vita di tutti i cittadini. Gli obiettivi dei progetti pilota del G7 sono riassumibili come segue:
* perseguire il raggiungimento del consenso internazionale sui principi comuni che governano la necessità di accesso alle reti, alle applicazioni e alla loro interoperabilità;

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La partecipazione dell’Italia al gruppo dei primi 11 paesi europei che daranno vita alla Moneta Unica Europea o Euro assegna al nostro paese un ruolo di protagonista nello scenario politico, economico, finanziario e sociale dell’Europa in un momento di profonda transizione tecnologica verso la Societá dell’Infomazione del 2000, sempre più caratterizzata dall’integrazione dei mercati e delle conoscenze. Il passaggio dalle singole monete nazionali all’Euro é un fatto ormai inevitabile e la Moneta Unica Europea si realizzerá in modo progressivo dal 1999 al 2002. I governi e gli Istituti Bancari hanno incominciato a definire le modalitá concrete e le tappe in modo da sincronizzare per i prossimi quattro anni tutti i protagonisti. L’ attenzione é rivolta ai problemi organizzativi ed alle esigenze di adattabilitá dei vari sistemi economici, finanziari, sociali, politici, amministrativi, ecc.

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Rivista Trimestrale - Iscrizione Tribunale di Brescia n° 47/2000 ISSN 1592-3479