Giancarlo Mauri Nel febbraio 1992, con la firma del trattato di Maastricht, gli Stati membri dell’Unione Europea, con la sola eccezione di Regno Unito e Danimarca, hanno deciso, tra le altre cose, di dotarsi di una moneta unica. Questa decisione politica di massima si è poi tradotta in un documento, approvato al Consiglio Europeo di Madrid del 15 e 16 dicembre 1995, che, oltre a stabilire il nome “euro” per la moneta unica, delinea lo scenario, le condizioni concrete e le tappe per la sua introduzione. L’obiettivo fondamentale è quello di ridurre al minimo gli squilibri tra le economie dei diversi paesi europei, squilibri che potrebbero indebolire l’euro. Infatti, dopo il varo della moneta unica i singoli paesi non avranno più a disposizione la leva del cambio per intervenire sull’economia, ad esempio spingendo le esportazioni con una svalutazione della moneta nazionale, dato che l’intera politica monetaria sarà definita dalla Banca Centrale Europea. |