Nello Balossino La Sindone è un lenzuolo di lino, tessuto a spina di pesce, che misura m. 4,37 in lunghezza e in media m. 1,11 in larghezza. Sul telo, di colore giallo ocra chiaro, sono visibili impronte che riproducono l’immagine frontale e dorsale di una figura umana (fig. 1); sono inoltre molto evidenti due righe nere parallele e numerosi triangoli simmetrici di tela bianca. Tali segni sono dovuti alle bruciature provocate da un incendio scoppiato nel 1532 nel Palazzo ducale dei Savoia a Chambéry dove la Sindone, a quell’epoca, era conservata e ai relativi rattoppi fatti dalle suore Clarisse per sostituire le parti di tessuto andate distrutte. Della Sindone conservata a Torino dal 1578, si incomincia a parlare in modo assolutamente certo e senza più alcuna interruzione dal 1353, quando a Lirey - piccolo paese della diocesi di Troyes, non lontano da Parigi - il conte Goffredo I di Charny, che ne è proprietario, la espone al culto come reliquia della morte di Gesù. Nel 1452 la Sindone viene ceduta al duca Ludovico I di Savoia che dal 1502 la custodisce nella “Sainte Chapelle” di Chambéry. |