Nello Balossino e Simona Siracusa
Non é strettamente necessario toccare ciò che si sta osservando per rendersi conto della sua natura; la tentazione però é sovente forte e viene sedata da cartelli perentori che minacciano sanzioni più o meno severe. La necessità del contatto manuale con gli oggetti nasce dal fatto che l’informazione acquisita con la vista deve essere spesso integrata con quella del tatto, al fine di ottenere una conoscenza più approfondita di quanto si sta analizzando. Per chi soffre di ipovedenza, il tatto diventa ovviamente l’interfaccia prioritaria di colloquio con il mondo che lo circonda e deve fornire informazione in perfetta coerenza con quella fruibile dalla vista. Fra gli spunti di maggior interesse dal punto di vista culturale, storico e di fede che possono essere codificati in modo da essere percepiti con il tatto, vi é la Sindone di Torino: un’immagine che fa nascere interrogativi al credente e non, e che stimola l’interesse di indagine dei ricercatori di diversa collocazione scientifica e religiosa. Com’é noto, la Sindone é un telo di lino grezzo tessuto a mano a spina di pesce, lungo 4.37 metri e largo in media 1.11 metri, dal peso di circa 1450 grammi e conservato a Torino dal 1578. |