Maddalena Sorrentino
Fin dal loro primo apparire i servizi bancari a distanza hanno avuto una connotazione fortemente orientata all’operatività in titoli. All’inizio il cosiddetto home banking, praticato tramite personal computer (PC) dotati di appositi programmi software che consentivano al cliente di collegarsi con il sistema informativo della banca per ottenere informazioni o per impartire ordini, ha rappresentato una sorta di “soluzione senza un problema”. Detto altrimenti, in tutta Italia soltanto poche migliaia di persone hanno ritenuto utile cogliere questa opportunità. Il momento di svolta è avvenuto nel 1998, quando cioè alcune banche hanno cominciato a offrire servizi di compravendita titoli via PC a condizioni pi ù vantaggiose rispetto a quelle praticate in filiale. In breve tempo il trading è balzato al primo posto nelle preferenze degli utenti di home banking. Di conseguenza, anche la banca telefonica (phone banking), che cominciava a diffondersi tra il vasto pubblico, ha assunto una connotazione di servizio utile al cliente per ottenere informazioni sul portafoglio titoli o per impartire ordini a distanza. |