Francesco Sicurello
Affrontare il tema della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica nel nostro paese, specialmente in questi ultimi tempi, è come mettere il dito su una piaga profonda e lunga da rimarginare, ma che anzi si sta acuendo irrimediabilmente se non si interviene in tempo e in modo profondo e strutturale. Si dice spesso che l’Italia, in questo campo, è un po’ la Cenerentola dei paesi più industrializzati del mondo e che la sua posizione nel Gruppo del Grandi (G7/G8) è dovuta più che altro alla vitalità e diffusione del suo tessuto socio/economico e dei servizi fatto di piccole e medie imprese, più che ad una organizzazione efficiente del sistema paese nei campi dell’economia, della scienza e della tecnologia. Ma nella società dell’informazione e della globalizzazione di oggi, non basta più soltanto la laboriosità dei singoli, bensì occorre qualità ed innovazione dei sistemi produttivi ed organizzativi per poter progettare ed investire continuamente in settori tecnologicamente avanzati e competitivi. |