Lorenzo Lenelli
L’impegno sociale. “Adriano Olivetti di Camillo. Classifica: sovversivo”. È la scritta che compare sulla copertina del voluminoso dossier aperto dalla Questura di Aosta nel 1931. Il motivo di tale interesse poliziesco derivava dal fatto che, durante il suo viaggio di formazione del 1925 negli Stati Uniti, Adriano scrisse una lettera allo zio Ulrico Revel scagliandosi contro la “banda di mascalzoni e assassini che delizia il bel paese” e dando speranzoso credito alla voce diffusa a quel tempo in Italia sulla cattiva salute di Mussolini “per un carcinoma di origine sifilitica”. Quella lettera pervenne alle autorità attraverso un altro zio, che viveva malamente in America e che ottenne così il rimpatrio gratuito. Poco più tardi, Adriano fu protagonista di un significativo episodio cospirativo antifascista: nel dicembre 1926, infatti, insieme a Ferruccio Parri e Carlo Rosselli, organizzò l’espatrio clandestino del leader socialista Filippo Turati, accompagnandolo nottetempo in riviera dove lo attendevano Pertini e Oxilia per condurlo al sicuro in Francia. Questi episodi mettono in luce soltanto una sfaccettatura della poliedrica figura di Adriano Olivetti che fu prima di tutto imprenditore, ma anche urbanista, politico, editore e molte altre cose ancora. |