L. Bianchi, L. Rindi, N. Lari, D. Bonanni e C. Garzelli* Dipartimento di Patologia Sperimentale, Biotecnologie Mediche, Infettivologia ed Epidemiologia,Università di Pisa, I-56127 Pisa La tubercolosi (TB) rappresenta ancora oggi una malattia infettiva con un elevato tasso di mortalità e si prevede che la sua incidenza incrementerà sostanzialmente nei prossimi anni, in particolare nei paesi in via di sviluppo (8; 16). Analogamente ad altri paesi industrializzati, anche in Italia, la progressiva diminuzione dell’incidenza di TB, che è stata osservata dagli anni ’50 in poi, è stata seguita da una inversione di tendenza; a partire dai primi anni ’80 l’incidenza della TB polmonare non ha subito un ulteriore calo, rimanendo relativamente stabile, mentre l’incidenza di TB extrapolmonare è aumentata rapidamente. Inoltre, l’insorgenza di casi di TB con farmacoresistenza multipla rappresenta un serio problema di salute pubblica a livello mondiale. Una rapida diagnosi e l’inizio della chemioterapia specifica sono le basi per un efficace controllo della TB. Oggigiorno, l’isolamento colturale rappresenta il solo metodo che permette di porre diagnosi di infezione tubercolare, ma l’isolamento e l’identificazione di Mycobacterium tuberculosis richiedono tempi necessariamente lunghi. Per questo motivo,negli ultimi anni, si sono intensificati gli sforzi per sviluppare test molecolari rapidi, basati sull'amplificazione degli acidi nucleici, per la ricerca del bacillo tubercolare direttamente nei campioni clinici. |