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via Corfù, 51 - Brescia
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Rivista Quadrimestrale-
Iscrizione Tribunale di
Brescia n° 11/1995
ISSN 0394-9877





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Ricerca di ß-lattamasi ad ampio spettro (ESBL) e metallo ß-lattamasi (MBL) in Pseudomonas aeruginosa di isolamento clinico

Pseudomonas aeruginosa è nell’uomo il patogeno opportunista piu’ importante, in grado di provocare gravi infezioni dell’apparato respiratorio, in particolare in pazienti affetti da fibrosi cistica, dermatiti, infezioni dei tessuti molli e dell’apparato urinario. E’ causa di infezioni sistemiche in pazienti immunocompromessi, malati di tumore e ustionati gravi (2, 4). La capacità di provocare infezioni così diverse è dovuta alla sua abilità di adattarsi rapidamente alle variazioni ambientali grazie alla spiccata versatilità metabolica che lo contraddistingue. Infatti non richiede particolari fattori organici di crescita, mostrando una predilezione per gli ambienti umidi, riflesso della sua naturale presenza nel suolo e nelle acque. In natura spesso si trova all’interno di biofilm, adeso a superfici o substrati. Come patogeno nosocomiale riveste grande importanza, essendo responsabile del 10-20% delle infezioni ospedaliere con elevata mortalità e morbidità. Questo è dovuto alla presenza di numerosi fattori di virulenza e alla sua naturale resistenza agli antibiotici che spesso gli permette di evolversi durante la terapia in ceppi ancora più resistenti (5, 10). In particolare il problema della resistenza agli antibiotici ha assunto negli ultimi decenni una notevole importanza poiché spesso è l’impiego eccessivo e poco appropriato dei farmaci a determinare un incremento delle resistenze batteriche e l’emergere di nuovi stipiti multiresistenti.

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Salmonellosi nell’uomo e mangimi zootecnici vegetali

Il titolo vuole unire due realtà apparentemente slegate, in effetti consequenziali. L’esperienza della BSE ha evidenziato la possibilità di legami dimenticati fra alimentazione animale e residui nelle carni, nelle uova o nel latte, cioè nella nostra dieta. In sostanza, zootecnia ed agricoltura, industrialmente intese al servizio di una produzione alimentare sempre più concentrata, possono avere massicce ripercussioni sulla salute dell’uomo. Motivo per cui l’Unione Europea ha promosso nel 2003 un piano di vigilanza e di controlli sanitari sull’alimentazione degli animali, recepito con provvedimenti nazionali dai vari stati membri. Il programma prevede un monitoraggio in varie direzioni: BSE, residui chimici (diossina, PCB, farmaci, metalli pesanti), contaminanti biologici (micotossine, OGM, salmonelle). Per queste ultime è indicata una ricerca nelle materie prime di origine vegetale destinate alla preparazione dei mangimi. Da sempre i mangimi sono stati visti come un serbatoio primario di salmonelle, in quanto ottenuti da scarti fortemente contaminati. Eppure a loro carico non sono mai emerse chiare prove di colpevolezza sull’insorgenza delle salmonellosi animali e, di conseguenza, delle tossinfezioni alimentari da salmonelle nell’uomo. Difatti, stando alle statistiche, mentre dai mangimi si isola una grande varietà di salmonelle dai nomi che qualcuno ha definito “esotici”, nei soggetti ammalati (sia uomo che animali) si trovano altri sierotipi e quasi sempre gli stessi (Pacini e Coll., 1994; Barrow, 2000; Zavanella, 2001).

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Espressione di due forme della glicoproteina G del virus dell'Herpes simplex di tipo 2 in cellule umane da utilizzare per la determinazione

La diagnosi di infezione da virus dell’Herpes simplex di tipo 1 (VHS-1) e di tipo 2 (VHS-2) viene generalmente effettuata mediante rilevazione di antigeni virali tipo-specifici o di DNA virale o, ancora, di anticorpi diretti contro VHS (6,7,9,26,30,39,41). Gli studi siero-epidemiologici dell’infezione da VHS sono stati ostacolati dalla difficoltà di individuare anticorpi specifici verso uno dei due sierotipi, specialmente in persone infettate da entrambi i virus (2,4,27). Il fatto che la maggior parte delle infezioni da VHS- 2 venga trasmessa in maniera asintomatica e che tale virus sia il principale responsabile delle patologie derivate dalle infezioni neonatali (14), determina la necessità di rilevare la presenza di anticorpi specifici per VHS-2, sia a scopo diagnostico che per limitare la diffusione dell’infezione (19,21). Diverse proteine di membrana di VHS-2 sono altamente immunogeniche e quindi in grado di indurre una forte risposta anticorpale nell’uomo (3). Nonostante ciò, la maggior parte di questi antigeni, contenendo epitopi sia intratipici che intertipici, determina la formazione di anticorpi in grado di cross-reagire con antigeni di VHS-1, rendendoli quindi inutilizzabili quali antigeni sito specifici.Diversamente dalle altre proteine virali (34), le glicoproteine G di VHS-1 (gG-1) e di VHS-2 (gG-2) differiscono per diversi aspetti (17,18,22).

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