D. Usai, A. Deriu, G. Nuvoli, L. A. Sechi, G. Cherchi°, L. Solinas°, S. Zanetti, Centro Interdisciplinare per lo Sviluppo della Ricerca Biotecnologica e per lo Sviluppo della Biodiversità della Sardegna e dell’area mediterranea Università degli Studi di Sassari °Direttore Laboratorio Analisi Chimico Cliniche Microbiologiche, Ospedale SS.Annunziata, ASL n°1, Sassari °Direttore Farmacia Ospedaliera, Ospedale SS.Annunziata, ASL n°1, Sassari Pseudomonas aeruginosa è nell’uomo il patogeno opportunista piu’ importante, in grado di provocare gravi infezioni dell’apparato respiratorio, in particolare in pazienti affetti da fibrosi cistica, dermatiti, infezioni dei tessuti molli e dell’apparato urinario. E’ causa di infezioni sistemiche in pazienti immunocompromessi, malati di tumore e ustionati gravi (2, 4). La capacità di provocare infezioni così diverse è dovuta alla sua abilità di adattarsi rapidamente alle variazioni ambientali grazie alla spiccata versatilità metabolica che lo contraddistingue. Infatti non richiede particolari fattori organici di crescita, mostrando una predilezione per gli ambienti umidi, riflesso della sua naturale presenza nel suolo e nelle acque. In natura spesso si trova all’interno di biofilm, adeso a superfici o substrati. Come patogeno nosocomiale riveste grande importanza, essendo responsabile del 10-20% delle infezioni ospedaliere con elevata mortalità e morbidità. Questo è dovuto alla presenza di numerosi fattori di virulenza e alla sua naturale resistenza agli antibiotici che spesso gli permette di evolversi durante la terapia in ceppi ancora più resistenti (5, 10). In particolare il problema della resistenza agli antibiotici ha assunto negli ultimi decenni una notevole importanza poiché spesso è l’impiego eccessivo e poco appropriato dei farmaci a determinare un incremento delle resistenze batteriche e l’emergere di nuovi stipiti multiresistenti. |