C. Appiani, G. De Rose, M. Gelmi, G. Ravizzola, A. Turano Istituto di Microbiologia, Università degli Studi di Brescia
Uno dei principali, meccanismi che determina la resistenza microbica alle cefalosporine è rappresentato dalla produzione di enzimi detti beta-lattamasi in grado di idrolizzare l’anello beta-lattamico. Nell’ ambito delle Enterobacteriaceae le più comuni beta-lattamasi appartengono al tipo TEM- 1, TEM-2, e SHV-1, ed esplicano la loro attività nei confronti di cefalosporine di prima generazione, mentre non sono in grado di idrolizzare le metossimine come cefotaxime e ceftazidime, i monobattamici ed i carbapenemi (15). A partire dal 1983 sono stati isolati mutanti con pla smidi in cui era codificata la resistenza non solo a cefalosporine di prima generazione, ma anche a cefalosporine di terza generazione (10). Questo tipo di resistenza, dovuta ad enzimi detti extended spec trum beta-lactamases (ESBLs), riscontrata dapprima in Germania (3) ed in Francia (16), e successivamente in altre parti del mondo (7), si sta ora rapida mente diffondendo grazie all’incremento nel numero delle varietà di ESBLs e dei meccanismi che ne regolano la produzione e la diffusione (8, 9). |