A. Chiarini
Dipartimento di Igiene e Microbiologia, Università degli Studi di Palermo
In seguito alle iniziali scoperte di Beijerinck e Ivanovski, rispettivamente nel 1898 e nel 1892 (virus del mosaico del tabacco), di Loeffer e Frosch nel 1898 (virus dell’afta epizootica) e di Reed e Carroll nel 1902 (virus della febbre gialla), per oltre mezzo secolo le conoscenze sui virus sono rimaste sostanzialmente limitate alla consapevolezza della loro filtrabilità e all’acquisizione, progressivamente crescente, del loro ruolo patogeno. In tale periodo si è proceduto alla denominazione dei diversi agenti virali, utilizzando in genere il nome della malattia con la quale essi venivano associati (virus del mosaico del tabacco, virus della febbre gialla, virus del vaiolo, ecc.), si è anche provveduto alla formulazione di ipotesi classificatorie essenzialmente basate sullo spettro d’ospite dei virus stessi (virus dei batteri, delle piante, degli insetti, dei vertebrati), sulle modalità della loro trasmissione (Arbovirus, virus respiratori, enterici, ecc.), sul tropismo d’organo e sul tipo di patologia da essi sostenuto (virus neuro tropici, encefalitogeni, epatitici, ecc.). |