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- virus
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Editore Sirse Srl
via Corfù, 51 - Brescia
E-mail: info@sirse.com
Sirse srl
www.sirse.net
Rivista Quadrimestrale-
Iscrizione Tribunale di
Brescia n° 11/1995
ISSN 0394-9877





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Citomegalovirus

I Citomegalovirus (CMV) sono agenti virali ubiquitari che infettano le più svariate specie animali, incluso l’uomo. Questi virus sono altamente specie- specifici e da ciò deriva che il virus umano non è infettante per altre specie animali e, analogamente, i CMV animali non infettano l’uomo. CMV è, probabilmente, tra i virus presenti da più tempo nella specie umana, come dimostra il fatto che tracce dell’infezione da CMV sono state rinvenute in popolazioni isolate nelle quali ancora non erano presenti infezioni da parte di altri virus molto diffusi, quali il virus del morbillo o i virus influenzali. La prima descrizione di un’infezione da CMV risale al 1904, anno in cui il patologo tedesco Ribbert descrisse di avere visto larghe cellule simil-protozoarie in sezioni di rene di un neonato deceduto pochi giorni dopo la nascita. Nello stesso anno Jesionek e Kiolemenoglou descrissero cellule ingrandite e con evidenti inclusioni intranucleari in rene, fegato e polmone in un feto morto prematura mente e specularono sulla possibile origine protozoaria di tali cellule.

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Parvovirus

 Della famiglia Parvoviridae fanno parte tre generi distinti: Parvovirus, Dependovirus (detti anche virus adenoassociati) e Densovirus. Il diametro del virione, compreso tra 18-26 nm, rende gli appartenenti a questa famiglia tra i più piccoli virus a DNA e ne giustifica il nome. Mentre Parvovirus e Dependovirus mostrano un’ampia distribuzione tra gli animali a sangue caldo, che spazia dai volatili domestici all’uomo, i Densovirus sono stati isolati solo negli insetti. I Parvovirus possono essere considerati virus autonomi, diversamente i Dependovirus necessitano la presenza di un fattore coinfettante (funzione helper), Adenovirus o Herpesvirus, che ne consenta la replicazione. Dei tre generi solo per i Parvovirus è stata attualmente dimostrata la capacità di causare infezioni umane.

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Metodiche istochimiche per l’identificazione di agenti patogeni in pazienti HIV-positivi

L’AIDS è una condizione morbosa ad eziologia virale; le manifestazioni cliniche sono costituite da infezioni opportunistiche e da insolite forme di tumori maligni dovute ad una grave compromissione immunitaria cellulo/mediata (1, 3, 4). L’HIV, responsabile dell’AIDS, di cui sono attual mente noti due sierotipi (1 e 2), fa parte di una fami glia di retrovirus, i Lentivirus con tropismo per i linfociti T. Le infezioni opportunistiche sono le più importanti cause di morbosità e letalità nei pazienti con sindro me da immunodeficienza acquisita e sono nella quasi totalità dei casi provocate da virus, batteri, miceti e protozoi a sviluppo intracellulare (5, 7, 12, 11). La maggior parte delle infezioni associate ad HIV è conseguente alla riattivazione endogena di microrganismi acquisiti in precedenza, che nell’ospite immunocompetente solo eccezionalmente danno origine a malattia, mentre nell’AIDS si manifestano, favorite dal deficit dell’immunità cellulo-mediata, nella loro più grave espressione: disseminate, eradicabili con difficoltà e caratterizzate da frequenti recidive di sempre più arduo trattamento; ciò impone la necessità di giungere ad una loro identificazione precisa, sicura, allo scopo di poter attuare una terapia specifica e, per quel che possibile, efficace.

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