I.Luzzi Reparto Patogeni Enterici, Istituto Superiore di Sanità, Roma
Dal momento in cui Helicobacter pylori è stato isolato per la prima volta nel 1982 dalla mucosa gastrica di soggetti con gastrite (1), indagini clinico-epidemiologiche, istologiche e batteriologiche sono state condotte nel tentativo di determinare l’effettivo ruolo di questo microrganismo come agente causale di alcune patologie gastroduodenali. H. pylori è un microrganismo universalmente ubiquitario; la prevalenza dell’infezione varia da Paese a Paese raggiungendo anche il 90% nelle aree più sottosviluppate del globo. È ormai stabilito che il microrganismo è coinvolto nella patogenesi dell’ulcera peptica, duodenale e gastrica, del carcinoma e del linfoma gastrico (2,3). A fronte dell’elevata prevalenza dell’infezione nell’uomo, solo una piccola proporzione di persone infette sviluppa ulcera peptica. Non si può quindi escludere l’esistenza di differenti proprietà di virulenza nell’ambito di diversi ceppi di H. pylori, e tantomeno che fattori dell’ospite e fattori ambientali possano contribuire al diverso esito dell’infezione gastrica da parte di questo microrganismo (4-9). da campioni ambientali o da campioni di alimenti. Anche se non del tutto chiarita, la trasmissione del microrganismo sembra avvenire da persona a persona attraverso la via oro-orale e oro-fecale, ma molto recentemente l’attenzione si è anche concentrata sulla possibilità che acqua ed alimenti possano rappresentare importanti veicoli di trasmissione. |