F. Fanti, S. Conti, L. Polonelli, C. Chezzi Dipartimento di Patologia e Medicina di Laboratorio, Sezione di Microbiologia, Università degli Studi di Parma
Introduzione Da oltre un decennio ormai fenomeni quali AIDS, immigrazione da paesi extracomunitari in cui l’infezione tubercolare è molto diffusa, aumento della vita media, hanno determinato una recrudescenza dei casi di tubercolosi e di altre micobatteriosi. La precocità della diagnosi, sia clinica sia di laboratorio, è una delle armi principali per limitare la diffusione dell’infezione da micobatteri.Purtroppo, a causa delle caratteristiche intrinseche di molti di questi microrganismi, la diagnosi di laboratorio delle infezioni da micobatteri, se effettuata con metodi tradizionali, necessita di tempi relativamente lunghi. Il metodo colturale radiometrico basato sul sistema Bactec 460, introdotto nei primi anni ‘80 consente, per la sua sensibilità, di ridurre di circa il 50% i tempi di rilevamento dei micobatteri rispetto al metodo tradizionale ed è perciò diventato, insieme a quest’ultimo, il metodo di riferimento principale. Tuttavia l’uso di materiale radioattivo previsto per il sistema radiometrico ne rappresenta il principale limite oggettivo sia per la necessità di avere locali appositamente attrezzati sia per la pericolosità insita nella natura stessa di tale materiale in caso di rottura fortuita di un flacone. |