In memoria del Professor Adolfo Turano Non è una mattina come tutte le altre sulla spiaggia di Guardia Piemontese in Calabria. Sono sempre pochi gli ombrelloni, di gente che si conosce da anni e si ritrova al mare per riprendere abitudini interrotte l’estate precedente. Questa mattina vi è un nuovo ombrellone, sotto il quale spicca la figura di un uomo corpulento attorniato da tanti bambini. Vi è tanta allegria tutt’intorno a lui, che gesticola in maniera strana, provocando l’ilarità di tutti noi vicini. Scopriremo poi che quei movimenti sono tipici della ginnastica cinese volta a sviluppare la muscolatura senza sforzo fisico mediante movimenti ripetitivi. Mossi dalla curiosità tanti altri bambini si avvicinano e con loro anche i genitori e così, sin dall’inizio di quella estate del 1979, conosciamo Adolfo Turano e la sua famiglia. Che fosse capace di coinvolgere tutti nella sua quotidianità ce ne accorgiamo subito, tanto che egli diventa in breve l’animatore di quei giorni spensierati di vacanza. Ma ad essere catturato dalla sua personalità sono principalmente io, allora studente di medicina all’Università di Perugia. Ho davanti a me un uomo colto, raffinato, simpatico, che mi propone di seguirlo a Brescia dove è primario ospedaliero e docente universitario di Microbiologia. La Microbiologia, una materia che mi aveva tanto affascinato durante il mio corso di studi. Finisce l’estate ed io mi ritrovo trasferito a Brescia, allora sede distaccata dell’Università di Milano. |