F. Scazzocchio1, F. D’Auria , M. Tecca3, V. Renzini3, V. Strippoli3 1Dipartimento di Farmacologia delle Sostanze Naturali e Fisiologia generale, 2Istituto di Microbiologia, Facoltà di Farmacia. 3Istituto di Microbiologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi “La Sapienza”, Roma
La propoli è una sostanza resinosa prodotta dalle api bottonatrici raccolta da diverse piante, da molto tempo conosciuta per le sue caratteristiche farmacologiche. Essa è raccolta dalle api in particolare dall’Apis mellifera, dai germogli, foglie e cortecce di differenti piante (betulle, pioppi, olmi etc.) , successivamente trasformata da enzimi presenti nella saliva. Viene utilizzata dalle api stesse per restringere l’ingresso dell’alveare, per chiudere le fessure presenti nell’arnia e per imbalsamare eventuali insetti predatori uccisi, dopo un’invasione dell’alveare. E’ usata come “medicamento alternativo”,in infezioni otorinolaringoiatriche, in odontoiatria, gastroenterologia, e in infezioni ginecologiche. Le proprietà antibatteriche e antifungine della propoli sono note, ma la sua efficacia è correlata all’origine geografica, a causa della diversa composizione chimica dovuta alle diverse piante. (2) Tra i vari costituenti: cere, resine, balsami, olii essenziali, acidi aromatici, polline e costituenti polifenolici con predominanza di composti a struttura flavonoide, aldeidi, acido benzoico e caffeico sono le più importanti sostanze riscontrate nella composizione della propoli, la loro quantità è dipendente dal luogo e dal tempo di raccolta. |