S. Pirovano, C. Ballerini, E. Danieli, A. Albertini, L. Imberti 3° Laboratorio Analisi Chimico-Cliniche, Spedali Civili di Brescia e Cattedra di Chimica, Università degli Studi di Brescia Numerose condizioni patologiche ad eziologia a tutt’oggi sconosciuta (malattie autoimmuni, alcune forme di anemia ed alcune epatiti) potrebbero essere causate da virus non ancora identificati. Recentemente, la maggiore sensibilità dei metodi di biologia molecolare utilizzati in laboratorio ha consentito l’identificazione di alcuni di questi agenti eziologici. In particolare, la ricerca di virus responsabili di epatiti non A non E post-trasfusionali e di quelle definite “community-acquired” ha portato, nel 1995, all’isolamento di un nuovo virus a RNA, prima definito GBV e poi HGV (1). Il genoma di questo virus ha un’omologia del 25% con il genoma dell’ HCV, ma sembra presentare una minore variabilità di sequenza rispetto all’HCV (2,3). Sono stati decritti ad oggi quattro possibili genotipi di HGV; il primo è maggiormente rappresentato nella popolazione africana, il secondo in Europa ed in Nord America, il terzo nel sud est Asiatico. L’ultimo genotipo è invece ancora oggetto di studio (4). Ulteriori ricerche hanno consentito di individuare, nell’RNA a singolo filamento del virus, un unico “open reading frame” (ORF - corretta sequenza di lettura) codificante una poliproteina che viene processata in più frammenti che danno origine a proteine strutturali e non strutturali, tra le quali un’elicasi e una proteasi. |