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via Corfù, 51 - Brescia
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Rivista Quadrimestrale-
Iscrizione Tribunale di
Brescia n° 11/1995
ISSN 0394-9877





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Diagnosi molecolare di Helicobacter pylori a confronto con tecniche tradizionali

Le prime indicazioni che suggerivano la presenza di microrganismi spiralati nella mucosa gastrica animale risalgono ad oltre 100 anni fa ad opera di Rappin nel 1881 e successivamente da Bizzozero nel 1883 (37). Tuttavia solo nel 1982 il Campylobacter pyloridis (più tardi classificato come Helicobacter pylori) fu coltivato a partire da un frammento di biopsia gastrica umana in pazienti con gastrite di tipo B (39). Da quel momento la letteratura a questo riguardo è stata particolarmente florida e a tutt’oggi si assiste alla descrizione di nuove specie di Helicobacter isolate nell’uomo e negli animali. Attualmente, al genere Helicobacter si riconoscono 22 specie. Per semplicità diagnostica si differenziano in Helicobacter- gastrici ed Helicobacter-enterici. Gli Helicobacter- enterici colonizzano il tratto gastrointestinale: piccolo intestino, colon, retto, e vie epatobiliari dei mammiferi e degli uccelli (37). I membri di questo gruppo sono responsabili di gastroenteriti nell’uomo e negli animali domestici che ne rappresentano il serbatoio. All’infezione primaria, di solito di modesto rilievo, può seguire la disseminazione per via ematica che si accompagna, sopratutto negli immunodepressi, a manifestazioni di tipo sistemico come artrite e meningite (5).

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Diagnosi delle infezioni delle vie urinarie mediante quantificazione della batteriuria e della leucocituria con un citometro a flusso

Le principali manifestazioni cliniche delle infezioni acute delle vie urinarie (IVU) nei pazienti adulti sono la disuria con pollachiuria e stranguria eventualmente associate a febbre, senso di peso sopra pubico, ematuria etc. I principali segni rilevabili dal Laboratorio di Patologia Clinica sono la batteriuria e la piuria, di norma è necessario condurre un esame microbiologico delle urine sia per evidenziare, quantificare ed identificare l’agente eziologico, sia per studiarne il profilo di sensibilità ai farmaci antibatterici (1). Per la diagnosi di laboratorio delle IVU è di importanza critica la definizione di cosa si intenda per batteriuria e/o piuria significative. Per quanto attiene la batteriuria i criteri stabili da Kass oltre 40 anni fa sembrano ancora validi ed è ampiamente accettato il criterio di considerare significativa di IVU una batteriuria superiore alle 100.000 unità formanti colonie /mL (UFC/mL) (2,3). Per quanto attiene la leucocituria il valore soglia non è ancora ben stabilito poiché la quantificazione microscopica dei leucociti urinari manca ancora di una adeguata standardizzazione, si può comunque ritenere che la presenza di più di 5-10 leucociti per campo ad alto ingrandimento (HPF) possa essere considerata significativa (3). Nella pratica del Laboratorio Clinico, sono stati proposti, nel corso degli anni, numerosi test per la dia- gnostica rapida delle IVU questo è avvenuto in seguito a tutta una serie di considerazioni (4).

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Studi su una potenziale associazione fra l'Herpesvirus umano 7 e la gastrite cronica

L’Herpesvirus umano 7 (HHV-7) è stato isolato per la prima volta nel 1990 da linfociti T attivati di un donatore sano (11). Il virus ha un tropismo prevalente per le cellule T e la molecola CD4 probabilmente rappresenta una parte del complesso recettoriale delle cellule suscettibili all’infezione (21). Infatti, la propagazione “in vitro” di HHV-7 è possibile solo in colture primarie di cellule T CD4+ ed in un’unica linea cellulare continua, SupT1 (12). La presenza della molecola CD4 non è di per sé sufficiente per la replicazione del virus in quanto molte linee cellulari CD4+ non sono suscettibili all’infezione litica (2, 5). Il ruolo patogenetico di HHV-7 non è ancora completamente conosciuto e le informazioni disponibili nella letteratura scientifica sono ancora limitate. Il virus è associato ad alcuni casi di exanthema subitum, o sesta malattia (29), una malattia infantile che di solito è causata da un altro herpesvirus umano, HHV-6. L’infezione primaria in età pediatrica può causare una malattia febbrile benigna (27), con rare complicazioni a livello del sistema nervoso centrale (30). Tuttavia la frequenza con cui HHV-7 può provocare malattie nei bambini non è ancora chiara ed in molti casi l’infezione primaria non porta a malattie sintomatiche. Eventuali associazioni fra HHV-7 ed altre patologie, fra cui la pityriasi rosea (9), non sono state conferma

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