S. Valverde, F. Antico, G. Gessoni, A. Giacomini, M. Salvadego, F. Manoni Regione Veneto, ASL 14, Dipartimento di Patologia Clinica, Laboratorio Analisi, Ospedale Civile, Chioggia Le principali manifestazioni cliniche delle infezioni acute delle vie urinarie (IVU) nei pazienti adulti sono la disuria con pollachiuria e stranguria eventualmente associate a febbre, senso di peso sopra pubico, ematuria etc. I principali segni rilevabili dal Laboratorio di Patologia Clinica sono la batteriuria e la piuria, di norma è necessario condurre un esame microbiologico delle urine sia per evidenziare, quantificare ed identificare l’agente eziologico, sia per studiarne il profilo di sensibilità ai farmaci antibatterici (1). Per la diagnosi di laboratorio delle IVU è di importanza critica la definizione di cosa si intenda per batteriuria e/o piuria significative. Per quanto attiene la batteriuria i criteri stabili da Kass oltre 40 anni fa sembrano ancora validi ed è ampiamente accettato il criterio di considerare significativa di IVU una batteriuria superiore alle 100.000 unità formanti colonie /mL (UFC/mL) (2,3). Per quanto attiene la leucocituria il valore soglia non è ancora ben stabilito poiché la quantificazione microscopica dei leucociti urinari manca ancora di una adeguata standardizzazione, si può comunque ritenere che la presenza di più di 5-10 leucociti per campo ad alto ingrandimento (HPF) possa essere considerata significativa (3). Nella pratica del Laboratorio Clinico, sono stati proposti, nel corso degli anni, numerosi test per la dia- gnostica rapida delle IVU questo è avvenuto in seguito a tutta una serie di considerazioni (4). |