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via Corfù, 51 - Brescia
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Rivista Quadrimestrale-
Iscrizione Tribunale di
Brescia n° 11/1995
ISSN 0394-9877





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Diagnostica delle infezioni delle vie urinarie mediante UF-100:un anno di esperienza in un laboratorio generale

L?urinocoltura è l?esame microbiologico maggiormente richiesto nel Laboratorio di Patologia Clinica. Tale esame ben si presta alla applicazione di una diagnostica rapida di screening per le seguenti motivazioni: elevata incidenza di campioni negativi, campione disponibile in discreta quantità e facilmente ottenibile, infezioni abitualmente monomicrobiche ed numero relativamente ristretto di germi responsabili della grande maggioranza delle infezioni [9] . I parametri di norma considerati nello screening delle infezioni urinarie sono la batteriuria e la leucocituria [2,17]. In alcuni precedenti lavori, abbiamo condotto una valutazione preliminare delle possibili applicazioni, nella diagnostica rapida delle infezioni urinarie (IVU), della valutazione quantitativa della leucocituria e della batteriuria condotte utilizzando un citometro a flusso: Sysmex UF-100 (TOA Medical Electronics, Kobe Japan) [12-14,18]. Suggerivamo quindi un diagramma diagnostico utilizzante la determinazione della batteriuria con cut-off a 3000 elementi/ uL e della leucocituria con cut-off a 25 elementi/ uL [14]. Del resto cut-off simili sono stati proposti anche da altri autori [1,5,11,20]. Secondo il diagramma diagnostico da noi proposto ciascun campione da sottoporre ad urinocoltura veniva testato con UF-100, se la batteriuria e/o la leucocituria risultavano inferiori al cut-off il campione veniva considerato negativo, non era sottoposto ad ulteriori accertamenti e veniva prodotto il relativo referto, che risultava disponibile per il medico curante entro 4 ore dal ricevimento del campione

Monitoraggio della carica virale mediante PCR Real-time e studio di mutazioni in pazienti con malattia epatica HBV correlata

L?infezione cronica da HBV è associata allo sviluppo di sequele potenzialmente fatali a lungo termine, con progressione a malattia epatica severa in circa un quarto dei portatori (1, 2). In questi soggetti il tasso di mortalità è circa 5 volte superiore a quello della popolazione generale (3) e pertanto il controllo dell?infezione da HBV rappresenta un importante obiettivo sanitario. Nel corso degli ultimi decenni la prevalenza dei portatori cronici è sensibilmente diminuita sia per la disponibilità di un vaccino sicuro ed efficace sia per le mutate condizioni socio-sanitarie (4). Nei soggetti con infezione da HBV l?unica possibilità di controllo della malattia epatica è un intervento terapeutico che, attualmente, prevede l?utilizzo dell?interferone e della lamivudina possibilmente in combinazione (5, 6). In questo contesto una tecnica di quantificazione della carica virale è uno strumento essenziale per il monitoraggio dell?efficacia della terapia e/o dell?instaurarsi di resistenze al farmaco impiegato (7, 8). Questo lavoro si propone una valutazione delle caratteristiche tecniche di uno strumento di quantificazione in Real-Time PCR da impiegare per il monitoraggio della carica virale di pazienti con infezione cronica da HBV trattati sia in regime di monoterapia con lamivudina che in regime di associazione lamivudina- interferone (9, 10). Inoltre, nei pazienti in cui l?HBV-DNA era ancora dosabile dopo sei mesi di terapia è stata condotta la ricerca di eventuali varianti virali resistenti alla lamivudina (11). Infatti, sono stati descritti virus mutati in una regione altamente conservata della polimerasi chiamata YMDD (tirosina-metionina-acido aspartico-acido aspartico) con sostituzione della metionina (M) al codone 552 con isoleucina (I) o con valina (V).

La coniugazione batterica non richiede l'enzima DNA Girasi

Il DNA batterico è costituito da una molecola circolare che può essere superavvolta in modo tale da assumere una struttura più compatta; tutte le attività funzionali del DNA (replicazione, trascrizione, ricombinazione) richiedono la separazione delle due eliche e la rotazione dei filamenti uno intorno all?altro(35). Questo processo è mediato dalle topoisomerasi, (4,7,14,22,23,30,34,38). La DNA girasi rappresenta il bersaglio primario dei chinoloni come del resto ampliamente dimostrato dal fatto che mutazioni a carico del gene gyrA causano resistenze a questi antibiotici (12,19,20,27,29,33,43,44). Nonostante la considerevole conoscenza degli effetti dei chinoloni sui batteri e in particolare sull?enzima DNA girasi (5,21,32,42), il meccanismo d?azione di questi antibiotici non è stato ancora ben compreso e si conosce relativamente poco sulla modalità con cui questi farmaci uccidono i batteri (8). L?interazione di questi agenti battericidi con la girasi inibisce la sua attività di superavvolgimento formando un complesso chinolone-enzima-DNA (31,40,41) che contiene rotture del DNA (26), il blocco della girasi scatena una serie di eventi tra i quali non è ancora chiaro quale sia il più importante (9,10). I chinoloni, oltre ad essere potenti agenti battericidi, hanno dimostrato la capacità di eliminare i plasmidi e di inibire la coniugazione batterica (1,6,11,18,24,25,28,36,37).

INNOVAZIONE TECNOLOGICA: La gestione ottimale delle risorse di laboratorio (proposta di un modello matematico già testato sui processi industriali)

La gestione ottimale delle risorse di laboratorio
Proposta di un modello matematico già testato sui processi industriali. Il modello di gestione proposto, denominato MODELPROD, consente di vedere l?Ospedale, o un suo componente (Reparto, Servizio, Laboratorio, etc.) come processo produttivo e si propone come strumento per estendere ad esso i criteri di gestione e controllo propri delle aziende industriali, al fine di un miglioramento dell?efficienza del servizio offerto, della sua qualità e del contenimento dei costi di gestione. MODELPROD è utile a quanti, operando nel settore sanitario, hanno necessità di poter disporre di nuovi schemi di gestione e controllo delle attività e di comprendere ed approfondire i principi sulle quali si basano le moderne tecnologie in materia. Il sistema azienda è visto in modo matematico al fine di condurre l?utente a vedere l?attività sanitaria come attività produttiva, a percepire e studiare gli elementi di base del processo produttivo sanitario, ad acquisire le metodologie proprie del controllo di processo, intese come estensione di quelle applicate ai processi industriali.

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