A. Deriu, E. Casazza*, L.A. Sechi, S. Zanetti Dipartimento di Scienze Biomediche-Sezione di Microbiologia Sperimentale e Clinica,Università degli Studi di Sassari, Sassari,*Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Sassari, Sassari I Vibrioni sono microrganismi autoctoni dell’ambiente acquatico, ampiamente diffusi nelle acque dolci e marine, nelle acque degli estuari, nei sedimenti (4, 9, 19), sono responsabili d’infezioni di ferite, setticemie e gastroenteriti. Soprattutto quest’ultima patologia è frequente in popolazioni che, per costume popolare, sono solite consumare grandi quantità di pescato crudo (1, 4, 6, 13). I vibrioni si trovano anche sull’epidermide e nel contenuto intestinale di molti animali marini, vertebrati e invertebrati (3, 6, 7). Per quanto riguarda la fauna ittica, poiché i vibrioni sono presenti prevalentemente nel loro intestino, se questi vengono eviscerati si elimina una grande riserva di batteri, ma aumenta la probabilità di contaminazione della carne. Inoltre questa probabilità aumenta ulteriormente se il pesce viene lavato con acqua che può essere a sua volta contaminata. Nel caso dei molluschi bivalvi il problema principale è rappresentato dalla capacità di tali organismi di concentrare i batteri attraverso la filtrazione. Per la maggior parte dei vibrioni, fatta eccezione per il Vibro cholerae 01 ed 0139, i meccanismi di patogenicità sono scarsamente conosciuti. L'operone ctxAB, che codifica per le subunità A e B della tossina colerica, risiede nel genoma del fago ctxØ, che si trova come profago nel cromosoma di ceppi patogeni di V. cholerae (11) . |