G. Soffiati, M. Carta
Laboratorio di Chimica clinica ed Ematologia, Ospedale S.Bortolo, Via Rodolfi 4, 36100 Vicenza Il concetto di valutazione preoperatoria risale a 40 anni fa, quando i medici sottolinearono l’importanza di una visita generale con l’anestesista prima dell’intervento per verificare lo stato di salute generale ed eventualmente richiedere esami ematochimici mirati ad approfondire situazioni dubbie (1). Successivamente il subentrare delle nuove tecnologie con l’arrivo dei moderni autoanalizzatori in grado di effettuare rapidamente batterie di esami, comportò una modifica dell’atteggiamento del medico che, abbracciando la logica del "più informazioni ho, meglio è" si propose di arrivare a indicazioni diagnostiche precoci presintomatiche che potessero evidenziare i pazienti con aumentato rischio operatorio. |