A. Dolci1, M. Panteghini2
1Casa di Cura S. Maria, Castellanza VA - 2Azienda Ospedaliera ‘Spedali Civili’, Brescia (a nome del Gruppo di Studio “Marcatori di lesione miocardica”)
Nella recente letteratura è comparso un lavoro dai contenuti davvero interessanti che definisce in maniera abbastanza incontrovertibile il significato clinico della elevazione dei marcatori biochimici di lesione miocardica, confrontando tale situazione con l’unico vero “gold standard” disponibile, ma certo non facilmente praticabile, ovvero l’esame autoptico in pazienti deceduti. Nell’impostare il lavoro, Ooi e coll. partono da alcune importanti considerazioni: 1. negli ultimi anni, con l’impiego estensivo delle troponine cardiache nella pratica clinica, sono stati descritti numerosi casi di positivizzazione non riconducibili ad alcuna attesa evidenza clinica o strumentale di danno miocardico; |