G. Lippi
L'osservazione che un incremento della massa eritrocitaria si accompagna ad un accresciuto e più efficiente trasporto d'ossigeno ha promosso la ricerca di sostanze e metodi per accrescere il numero dei globuli rossi da parte di atleti di alcune discipline sportive di resistenza. L'introduzione di nuovi e promettenti farmaci per la terapia delle anemie in corso di gravi patologie sistemiche, quali tumori, infezioni, insufficienza d'organo, traumi, ha avuto recentemente come deprecabile riflesso la trasmissione alla medicina sportiva. Molti prodotti nuovi sono tuttora in sperimentazione; malgrado ad oggi le controindicazioni ed i possibili effetti collaterali non siano ancora del tutto noti, il rischio che essi possano causare danni organici a breve o lungo termine è inaccettabile in soggetti sani. A seguito della clonazione del gene dell'eritropoietina (epo) nel 1985, una forma ricombinate di epo (rHuEpo) è divenuta commercialmente disponibile per fini terapeutici (1), tra i quali il trattamento delle anemie conseguenti ad insufficienza renale cronica, neoplasie, sindromi paraneoplastiche, chemioterapia, AIDS, prematurità e talassemia. |