E. Tonutti1*, D. Visentini1, N. Bizzaro2*, D. Villalta3*, R. Tozzoli4*, M. Bagnasco5*, F. Manoni6*, M. Tampoia7*, D. Bassetti8*, A. Piazza9*, M. Pradella10*, L. Camogliano11*, P. Rizzotti12*
1 Dipartimento di Diagnostica di Laboratorio, A.O. S. Maria della Misericordia Udine 2 Laboratorio di Patologia Clinica, Ospedale Civile, S. Donà di Piave (VE) 3 Dipartimento di Medicina di Laboratorio, A.O. S. Maria degli Angeli, Pordenone. 4 Dipartimento di Medicina di Laboratorio, Ospedale Civile, Latisana (UD) 5 Dipartimento di Medicina Interna, Laboratorio di Allergologia e Immunologia Clinica, Università di Genova. 6 Dipartimento di Patologia Clinica, Ospedale Civile, Chioggia (VE) 7 Laboratorio di Patologia Clinica, Policlinico Bari 8 Dipartimento di Medicina di Laboratorio, Ospedale S. Chiara, Trento 9 Laboratorio di Patologia Clinica, Ospedale Geriatrico, Padova 10 Dipartimento di Medicina di Laboratorio, Ospedale Civile, Castelfranco Veneto (TV) 11 Dipartimento di Diagnostica, Ospedale S. Giacomo, Novi Ligure (AL) 12 Direzione Sanitaria, Ospedale di Borgo Trento, Verona * Gruppo di Studio in Autoimmunologia della Società Italiana di Medicina di Laboratorio
La malattia celiaca (MC) è una delle patologie autoimmuni più comuni nei paesi occidentali ed è una condizione clinica che persiste (con rare eccezioni) lungo tutto l’arco della vita. In Europa la prevalenza varia dallo 0.3% al 1% della popolazione generale, con oscillazioni che sembrano essere condizionate più dai modelli degli studi epidemiologici che da reali condizioni ambientali o genetiche (1-3). |