A. Cartabellotta
Direttore Scientifico, GIMBE ® - Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze, Palermo
Premessa Nel corso degli ultimi vent’anni la progressiva diffusione di tecnologie sempre più avanzate ha contribuito ad identificare la diagnosi con la frenetica ed immotivata richiesta di test di laboratorio e strumentali, stimolando un accanimento diagnostico che, oltre ad essere poco professionale e scientifico, riveste aspetti etici ed economici di grande rilievo sociale. Infatti, l’uso indiscriminato di test diagnostici scatena un meccanismo a cascata con gravi ripercussioni sull’efficacia ed efficienza dell’assistenza sanitaria: sia perché il numero elevato d’indagini richieste determina una congestione dei servizi con allungamento sia dei tempi di degenza che di quelli di attesa; sia perché i risultati falsamente positivi, la cui frequenza cresce esponenzialmente con il numero dei test richiesti, scatenano una cascata di indagini inutili e “peripezie diagnostiche”, configurando la cosiddetta sindrome di Ulisse1, causa di incremento dei costi e fonte di apprensione per il paziente (labeling effect). |