E. Tonutti, M. Pradella
La lettera del dott. Alfonsi apre molti temi di discussione, alcuni dei quali (significato degli screening, etica del medico) meriterebbero articolate argomentazioni, forse più adatte a spazi editoriali di tipo generalista. Tuttavia costituisce una preziosa opportunità per approfondire e chiarire alcuni aspetti della nostra proposta di linee guida per la diagnosi della malattia celiaca1, delle quali è prevista la revisione non appena completata la raccolta delle osservazioni che stanno pervenendo sull’apposito spazio all’interno del sito web della SIMeL. Il dott. Alfonsi critica in primo luogo la proposta di eseguire test diagnostici per malattia celiaca nei soggetti asintomatici appartenenti a gruppi a rischio (familiari di primo grado, diabete tipo I, deficit di IgA, etc.) in quanto mette in dubbio che questo atteggiamento possa portare reale beneficio ai pazienti e che anzi provocherebbe una condizione di disagio “inoculando il germe del dubbio”. |