O. Valentini, B. Milanesi
Laboratori di Patologia Clinica Azienda Ospedaliera di Desenzano del Garda
L’epatite C, che a livello mondiale ha una prevalenza intorno al 3%, interessando circa 200 milioni di persone, è una comune causa di cirrosi, verso cui evolve nel 10-20% dei casi, e di carcinoma epatocellulare, nonché la più comune causa di trapianto del fegato. Nei soli Stati Uniti 12.000 decessi all’anno sono ad essa imputabili, ma si ritiene che sia una stima per difetto1,2. Il virus responsabile, identificato alla fine degli anni ’80, è un virus con genoma a RNA a singolo filamento e a polarità positiva di circa 9400 basi, appartenente alla famiglia Flaviviridae, del quale si conoscono almeno 6 genotipi, che differiscono tra loro per il 31-34% della sequenza nucleotidica. La replicazione virale avviene con una elevata frequenza di errore; le conseguenti variazioni nella sequenza genomica sono la causa delle “quasispecie”3 e conferiscono al virus una particolare attitudine ad eludere le difese immunitarie dell’ospite. |