A. Camerottoa, S. De Tonia, S. Pierottib, F. Carmignotoa
a Dipartimento di Patologia Clinica ULSS n.18, Rovigo Servizio di Medicina di Laboratorio,Ospedale S.Luca, Trecenta (RO) b Servizio Qualità e Accreditamento Istituzionale ULSS n.18, Rovigo
È facilmente constatabile come siano in aumento i contenziosi giudiziari a seguito di “errori” in medicina attribuiti, almeno come primo impatto, alla responsabilità professionale del medico. Il tema sta ottenendo uno spazio progressivamente crescente sui principali media, facendo uscire dal cono d’ombra eventi che, per lungo tempo, sono stati vissuti prevalentemente in privato dai soggetti direttamente colpiti. Le motivazioni culturali e sociologiche che si intrecciano in questo delicato argomento sono sicuramente diverse. Molto ha pesato la caduta di una concezione autoritaria e paternalistica della medicina, a sua volta sorretta dal presupposto che il principio di beneficialità, cioè l’atto medico ispirato al bene, doveva di gran lunga prevalere su quello dei doveri del medico. mediche in grado di definire il proprio livello di errore. Infatti, attraverso la conoscenza dei livelli di specificità e di sensibilità del test, nonché della probabilità pre-test di malattia, è possibile stabilire a priori la predittività dell’esame, cioè la probabilità che un risultato sia corretto e quindi il numero di errori che statisticamente dovremo attenderci. |