G. Dall’Olio1, R.M. Dorizzi2
1Laboratorio di Chimica clinica ed Ematologia, Ospedale “S. Bortolo”, Vicenza 2Laboratorio Analisi Chimico-Cliniche ed Ematologiche, Azienda Ospedaliera di Verona
Numerosi sono i tipi di siringhe costruiti nella seconda metà dell’Ottocento quando queste cominciano rapidamente a diffondersi anche per il prelievo di campioni di sangue: da quelle di metallo con ago d’oro e punta di acciaio (Leiter, 1864), a quelle di Danet (1867), di Luër (1886), fino a quelle di Malassez (1881) con il corpo interamente in vetro, facilmente sterilizzabili con acqua bollente, e quindi adatte alla raccolta di campioni per emocolture. Numerosi sono gli inconvenienti correlati ad iniezioni praticate senza accorgimenti antisettici nonostante le precauzioni indicate da Lister fin dal 1867. La storia recente della siringa, ormai largamente diffusa per i prelievi ematici in tutti i laboratori, è legata alla nascita e all’evoluzione di una azienda, la Becton Dickinson (New York, 1897), che sarà una delle maggiori ditte produttrici, per varietà e per numero, di siringhe nel mondo. |