B P. Bulian1, M. Buttarello2
1Dipartimento di Medicina di Laboratorio, Azienda Ospedaliera, Pordenone 2Dipartimento interaziendale di Medicina di Laboratorio, Padova Si è scelto di considerare in particolare l’appropriatezza nelle richieste, nella scelta degli antigeni da studiare, nell’espressione dei risultati e nel referto. E’ opportuno distinguere prima di tutto tra le applicazioni non diagnostiche e quelle propriamente diagnostiche, che sono essenzialmente due: la diagnostica emato-oncologica e la diagnostica delle immunodeficienze. Esistono molte applicazioni sperimentali che studiano l’espressione di particolari antigeni prevalentemente a fini di ricerca di base o clinica che non sono oggetto della presente rassegna. Non sarà trattata la diagnostica delle immunodeficienze e, data l’ampiezza dell’argomento, ci si limiterà a discutere la diagnostica emato-oncologica relativa alle malattie linfoproliferative croniche B. Queste ultime com’è noto sono quelle di più frequente riscontro nell’attività routinaria dell’ematologia di laboratorio. |