M. Ruggeria , M. Gallinab , B. Biasiolic, I. Bruscad , G. Gallie, S. Mangravitif, B. Milanesig, C. Ottomanoh, A. Paternosteri, M. D. Sofial, M. Tanim
aAzienda Ospedaliera S.Giovanni-Addolorata, Roma, bAzienda Ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna- Presidio di Sondalo (SO), cAzienda Ospedaliera Ospedali Riuniti, Trieste, dOspedale Buccheri-La Ferla, Palermo, eOspedale S.Maria Annunziata Bagni a Ripoli (FI), fIRCCS G.Gaslini di Genova, gbAzienda Ospedaliera di Desenzano del Garda (BS), hOspedali Riuniti, Bergamo, iOspedale S.Bortol, Vicenza, lOspedale S.Giovanni di Dio, Cagliari, m Azienda Ospedaliera di Desenzano del Garda (BS)
La componente monoclonale (CM), secondo le linee guida suggerite dal College of American Pathologists (CAP), deve essere quantificata mediante scansione densitometrica del tracciato elettroforetico, preferibilmente ad alta risoluzione o in capillare. La quantificazione della CM con tecniche di chimica liquida, nefelometria e turbidimetria, appare problematica, poichè non corrisponde sempre, per la natura anomala della immunoglobulina monoclonale e per le problematiche intrinseche alle due metodiche, alla misura della concentrazione della CM in densitometria (gold standard). |