Nello Balossino, Maurizio Lucenteforte, Luca Piovano, Simona Siracusa Come noto, il riconoscimento di un volto da parte dell’ uomo è uno dei meccanismi più sofisticati della percezione ed è basato su parametri discriminatori qualitativi non sempre sufficienti per la certezza della classificazione. Ad esempio per quanto riguarda i discriminatori fisionomici, ci si avvale della codifica adottata dalla letteratura scientifica che si adatta anche a posture non perfettamente coincidenti e può però rimanere affetta da soggettività . Il riconoscimento di soggetti può avere quindi una valenza più significativa se legata a dati quantitativi di tipo antropometrico. Questi devono possedere la caratteristica di essere invarianti per fattori di scala e per rotazione (la traslazione è ininfluente) ed essere robusti per proiezioni sul piano di visualizzazione (il display del sistema di acquisizione fotografico o video) dovute a posture nello spazio assunte dai soggetti a confronto non perfettamente coincidenti. Relativamente alle misure antropometriche sono state affrontate ricerche con lo scopo di ottenere parametri descrittori universali, cioè tali da essere indipendenti dalle trasformazioni di roto-scalamento. In questo lavoro vengono affrontate alcune metodologie basate su tecniche che ricavano parametri discriminatori quantitativi riferiti ai descrittori di Fourier e ai fattori di forma. |